ASSILT LETTERA APERTA ALLE PARTI CONTRAENTI (STIPEL-SIP-TELECOM-TIM e CGIL-CISL-UIL di categoria)

Sono ormai una quindicina d’ anni che se si analizzano i bilanci Assilt si scopre che esiste una realtà altalenante dei risultati di bilancio. Periodi di attivo di bilancio accompagnati da allargamenti delle prestazioni, seguiti immancabilmente da periodi di deficit di bilancio seguiti da inevitabili riduzioni delle prestazioni. In un quadro generale che negli ultimi 15 anni ha visto la platea degli iscritti passare da da150.000 tra iscritti attivi e pensionati, alla realtà attuale che vede 45.000 attivi e 34.000 pensionati. In sostanza la mancanza di assunzioni e le varie ristrutturazioni del settore hanno decimato la platea degli attivi e vi è poi stato una decisa flessione dei pensionati che un po’ per i tagli alle prestazioni e un po’ per la difficoltà degli accessi agli uffici reali e virtuali hanno visto negli ultimi anni un abbandono massiccio di iscritti. Quale futuro per un Fondo Sanitario Integrativo come ASSILT? Nel nostro Comitato Soci Assilt (circa 800 registrati al sito) spesse volte abbiamo segnalato le difficoltà e le proposte alternative per affrontarle. Sia quando parecchi di noi “Promotori del Comitato” erano impegnati a vari livelli negli organismi Assilt, sia da pensionati che hanno ancora voglia di cimentarsi con queste problematiche, pensando che la nostra comune esperienza maturata dal 1980 (Istituzione Sistema Sanitario Nazionale e relativa eliminazione delle Casse Mutue Categoriali).
Nella realtà attuale non riscontriamo voglia di ragionamento innovativo legato alla realtà attuale del settore, ma solo logiche che per quanto riguarda il sindacato dominata dalla contrattazione di salario differito e principalmente dalla salvaguardia di spazi di agibilità sindacale sempre più ristretti. Mentre le aziende con un atteggiamento corporativo del sindacato dei Dirigenti non hanno
mai posto qualche soluzione alternativa alle problematiche sovraesposte.
Noi abbiamo sempre visto con favore la strada presa dal Fondo sanitario Integrativo dei Ferrovieri “CESARE POZZO” che si è aperto al territorio quindi anche a tutti gli altri cittadini, trasformandosi in un fondo aperto.
Affrontare queste tematiche, ci rendiamo conto necessita un drastico cambiamento di prospettiva delle parti contraenti, necessita anche di una notevole sforzo di cambiamento, ma ci darebbe una nuova prospettiva ed un futuro possibile, non il lento esaurimento che attualmente stiamo vivendo.